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LA TESTIMONIANZA DI HANS BETHE

 

Ciò che più mi ha impressionato del modo di Fermi di trattare problemi di fisica era la sua semplicità. Egli era capace di analizzare ogni problema, pur complicato che sembrasse, riducendolo alla parte essenziale. Lo sfogliava di ogni complicazione matematica e di ogni formalismo non necessario. In questo modo poteva spesso, in mezz'ora o meno, risolvere il problema fisico centrale. Naturalmente non si otteneva una soluzione matematica completa, ma lasciando Fermi dopo una di queste discussioni era chiaro come si sarebbe dovuto svolgere la parte matematica. Questo metodo mi fece particolarmente impressione perché provenivo dalla scuola di Sommerfeld a Monaco e questi ricorreva in tutti i suoi lavori a una soluzione matematica completa. Essendo cresciuto in quella scuola credevo che il metodo con cui si doveva procedere fosse quello di stabilire un'equazione differenziale per il problema, usare la propria abilità analitica per trovarne una soluzione quanto più possibile elegante ed esatta e poi discutere questa soluzione. Nella discussione si sarebbero finalmente trovate le caratteristiche qualitative della soluzione e così si sarebbe capita la sostanza fisica del problema. Il metodo di Sommerfeld serviva per molti problemi in cui la parte fisica fondamentale era già stata capita, ma era estremamente laborioso. Di solito ci volevano mesi prima di ottenere la risposta al problema di partenza. Mi fece molta impressione vedere che Fermi non aveva bisogno di tutto questo lavoro. La parte fisica diveniva chiara per mezzo di un'analisi dei punti essenziali del fenomeno e qualche stima di ordini di grandezza. Il suo metodo di attacco era del tutto pragmatico. Fermi era un buon matematico. Quando ce n'era bisogno sapeva affrontare la matematica più complicata ma prima voleva essere sicuro che ne valesse la pena. Era un maestro nell'arte di ottenere risultati importanti con un minimo di sforzo e di apparato matematico. Lavorando in questo modo, chiariva enormemente i problemi, specialmente per i giovani che non ne sapevano ancora molto. Per esempio la sua formulazione della elettrodinamica quantistica è molto più semplice di quella originale di Heisenberg e Pauli, che non era facilmente comprensibile. L'articolo di Heisenberg e Pauli mi aveva spaventato e gli alberi mi impedivano di vedere il bosco. La formulazione di Fermi mi permise di vederlo. Lo stesso si dica del lavoro che scrivemmo insieme sulle varie formulazioni della teoria relativistica dell'urto. La formulazione di Fermi della diffusione dei neutroni, nella cosiddetta teoria delle età, è stata estremamente utile per fare rapidi calcoli sulla diffusione neutronica anche in casi complicati. Potrei facilmente aggiungere a questo elemento molti altri esempi attingendo solo alla mia esperienza personale di Fermi e della sua opera.

(Lettera Matematica 39-40 Pristem Marzo-Giugno 2001)

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