Ciò che più mi ha impressionato del modo
di Fermi di trattare problemi di fisica era la sua semplicità.
Egli era capace di analizzare ogni problema, pur complicato
che sembrasse, riducendolo alla parte essenziale. Lo
sfogliava di ogni complicazione matematica e di ogni
formalismo non necessario. In questo modo poteva spesso,
in mezz'ora o meno, risolvere il problema fisico centrale.
Naturalmente non si otteneva una soluzione matematica
completa, ma lasciando Fermi dopo una di queste discussioni
era chiaro come si sarebbe dovuto svolgere la parte
matematica. Questo metodo mi fece particolarmente impressione
perché provenivo dalla scuola di Sommerfeld a
Monaco e questi ricorreva in tutti i suoi lavori a una
soluzione matematica completa. Essendo cresciuto in
quella scuola credevo che il metodo con cui si doveva
procedere fosse quello di stabilire un'equazione differenziale
per il problema, usare la propria abilità analitica
per trovarne una soluzione quanto più possibile
elegante ed esatta e poi discutere questa soluzione.
Nella discussione si sarebbero finalmente trovate le
caratteristiche qualitative della soluzione e così
si sarebbe capita la sostanza fisica del problema. Il
metodo di Sommerfeld serviva per molti problemi in cui
la parte fisica fondamentale era già stata capita,
ma era estremamente laborioso. Di solito ci volevano
mesi prima di ottenere la risposta al problema di partenza.
Mi fece molta impressione vedere che Fermi non aveva
bisogno di tutto questo lavoro. La parte fisica diveniva
chiara per mezzo di un'analisi dei punti essenziali
del fenomeno e qualche stima di ordini di grandezza.
Il suo metodo di attacco era del tutto pragmatico. Fermi
era un buon matematico. Quando ce n'era bisogno sapeva
affrontare la matematica più complicata ma prima
voleva essere sicuro che ne valesse la pena. Era un
maestro nell'arte di ottenere risultati importanti con
un minimo di sforzo e di apparato matematico. Lavorando
in questo modo, chiariva enormemente i problemi, specialmente
per i giovani che non ne sapevano ancora molto. Per
esempio la sua formulazione della elettrodinamica quantistica
è molto più semplice di quella originale
di Heisenberg e Pauli, che non era facilmente comprensibile.
L'articolo di Heisenberg e Pauli mi aveva spaventato
e gli alberi mi impedivano di vedere il bosco. La formulazione
di Fermi mi permise di vederlo. Lo stesso si dica del
lavoro che scrivemmo insieme sulle varie formulazioni
della teoria relativistica dell'urto. La formulazione
di Fermi della diffusione dei neutroni, nella cosiddetta
teoria delle età, è stata estremamente
utile per fare rapidi calcoli sulla diffusione neutronica
anche in casi complicati. Potrei facilmente aggiungere
a questo elemento molti altri esempi attingendo solo
alla mia esperienza personale di Fermi e della sua opera.