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Stabilità del nucleo

  Un nucleo risulta stabile quando ha una massa minore della somma delle masse di ogni possibile coppia di nuclei ottenibili dalla sua scissione. Una grandezza che definisce in modo evidente la stabilità di una data specie atomica è l'energia di legame specifica o per nucleone; è definita dalla seguente relazione
L'esperienza mostra che il valore di detta energia varia di poco per tutte le specie nucleari ed è compresa tra i 7.4 MeV e 8.8 MeV. Si tratta di energie enormi se si considera che quelle di legame degli elettroni ai rispettivi nuclei sono soltanto di pochi elettronvolt. L'energia di legame per nucleone è minima per gli elementi leggeri e aumenta rapidamente sino a raggiungere il massimo valore per quelli di numero atomico medio (A compreso tra 40 e 60); essa tende poi a diminuire gradatamente sino a diventare un'altra volta minima per i nuclei più pesanti. Risulta quindi che sia i nuclidi più leggeri sia quelli più pesanti sono i meno stabili. Per i primi, costituiti da pochi protoni e neutroni, gli effetti della superficie del nucleo sono più notevoli. Infatti i nucleoni situati in vicinanza della superficie esterna del nucleo non sono completamente circondati da altri nucleoni e sono soggetti ad una forza di attrazione più piccola. Ne consegue che negli elementi leggeri i nucleoni superficiali sono in numero relativamente più grande rispetto a quelli pesanti e quindi le forze di legame sono minori. Per i nuclei più pesanti invece l'elevato numero di protoni determina una maggiore repulsione elettrostatica delle loro cariche a svantaggio della stabilità dei nuclei stessi.

Processi di radioattività

  I nuclei degli atomi possono emettere non solo particelle pesanti ed elettroni ma anche radiazioni gamma: se l'emissione avviene spontaneamente, come si verifica in natura per gli elementi più pesanti (Z>80), il processo prende il nome di radioattività naturale; nel caso contrario si parla di radioattività artificiale.
  Decadimento radioattivo
 

È il fenomeno per il quale un nuclide, in seguito all'emissione di particelle pesanti, si trasforma, in un tempo più o meno lungo, in un nuclide diverso. La trasformazione può avvenire attraverso fasi successive e tende sempre, più o meno rapidamente, ad una forma stabile; così, per esempio, la serie radioattiva che fa capo all'uranio 238 passa attraverso una successione di decadimenti che portano alla fine all'ultimo elemento stabile costituito dal piombo .

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